Stati d'illuminazione: le onde Gamma

1/1/2018

 

Dal 1999 in avanti si sono moltiplicati gli studi sulle frequenze del nostro cervello, visualizzando delle aree cerebrali coinvolte durante diversi esercizi meditativi. Questi lavori confermano alcuni dati noti, come l’aumento della frequenza e dell’ampiezza (larghezza delle onde) delle onde alpha e, al tempo stesso, aggiungono due stranissime novità:

  • la comparsa di scariche di onde theta, soprattutto in fase di meditazione profonda;

  • la comparsa di onde anomale ad altissima frequenza durante esercizi di visualizzazione e non solo.

Il cervello è caratterizzato da una notevole attività elettrica, misurabile con l’elettroencefalogramma. Quasi cinquanta anni fa, per la prima volta, vennero individuate nel cervello delle onde a elevata frequenza, trai 30 e i 100 Hertz, battezzate con il nome di gamma.

 

Nell’ultimo decennio, queste onde hanno ricevuto una particolare attenzione in quanto esse emergono in concomitanza dello svolgimento di vari compiti legati a stimoli sensoriali, ma anche ai circuiti dell’attenzione e della coscienza. In particolare, diversi studi hanno segnalato l’esistenza di una forte corrente di onde gamma nell’ippocampo, area fondamentale per la memoria. Ma dove è situato il generatore di queste strane onde gamma, e che rapporto c’è tra queste e le altre onde cerebrali? E, in definitiva, qual è il significato generale dell’attività elettrica oscillatoria del cervello?

 

Una prima importante risposta è venuta dall’Università del New Jersey, da un gruppo di scienziati guidati dal Dr. Buzsáki, che ha dimostrato che una particolare area dell’ippocampo, denominata CA3, costituita da grandi neuroni cosiddetti “piramidali”, contiene il generatore del ritmo gamma. Questi neuroni sono davvero speciali e anomali: sono infatti dotati di notevoli ramificazioni e di una intrinseca capacità oscillatoria. Da essi parte un ritmo che, via via, pervade le altre diverse direzioni. Nel 2007 lo stesso studioso aveva dimostrato che dalla medesima area CA3 si origina anche il ritmo delle theta.

 

Qual è il rapporto tra i due ritmi cerebrali? È stato visto che, in assenza di ritmi theta, le onde gamma non scompaiono, ma sono disordinate e meno potenti. È evidente quindi che l’oscillazione theta regola e potenzia anche l’oscillazione gamma. Addirittura, alcune ricerche realizzate nell’Università del Messico dimostrano che è possibile registrare una notevole sincronizzazione delle onde elettriche tra le menti di più persone sconosciute che entrano in risonanza, in comunicazione empatica silenziosa per mezzo della meditazione. Esperimenti iniziati su piccoli gruppi, prima, durante e dopo una seduta di meditazione collettiva, hanno evidenziato un aumento della coerenza tra le onde cerebrali di persone vicine durante la meditazione con punte elevatissime di sincronizzazione: tra il 60 e l’80%.

 

In definitiva, dall’esame degli studi scientifici riportati, si può concludere che l’uso delle tecniche meditative produce:

  • un rilassamento profondo che potenzia l’attenzione;

  • un maggior controllo dei circuiti interni;

  • una maggior coerenza cerebrale e una migliore comunicazione e sincronizzazione tra i due emisferi del cervello.

Le onde gamma quindi sembrano essere la chiave d’accesso per una sorta di connessione, di collegamento con una forma di Campo d’informazione unificato e collettivo, ed è accessibile in modo consapevole per mezzo delle onde alpha e theta (ossia dal rilassamento, dalla meditazione o la focalizzazione del se profondo). Le onde gamma rappresentano quindi lo stadio di sincronizzazione dei due emisferi del nostro cervello, la parte creativa e quella logica, ed è il momento in cui i due emisferi lavorano alla stessa frequenza

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