Realtà ed emozioni

12/4/2019

REALTA’ ED EMOZIONI

 

Emozioni, argomento assai vasto e articolato.

Esiste un importante relazione tra ciò che siamo e ciò che ci accade: l’ambiente risulta essere infatti lo specchio della profondità della propria psiche e della propria  anima, e l’emozione ne è il veicolo portante. Ma quando parliamo di emozioni non possiamo non fare una distinzione importante: cosa sono le emozioni e cosa sono le sensazioni?

 

Analizzando l’etimologia delle due parole possiamo iniziare a fare una prima distinzione importante.

Emozioni: dal latino e (fuori) movere (agire), portare fuori. Scomponendo la parola in  emo-zioni, questa sta ad indicare “azione del sangue”

Sensazioni: dal latino sens-us (senso), percezione. Scomponendo anche qui la parola troviamo senz-azione, assenza di azione.

 

 Dunque queste due parole rappresentano situazioni percettive con direzioni diverse: emozioni da dentro a fuori (trasmissione) e sensazioni da fuori a dentro (ricezione).

La dott.ssa Candace Pearce, scomparsa da poco, ci ha mostrato quanto l’emozione in se sia data dalla trasmissione di particolari proteine inviate dal cervello che raggiungono le cellule. Le nostre cellule sono dotate di ricettori per ricevere queste proteine: in breve il nostro cervello invia informazioni alle cellule del nostro corpo indicandogli uno o più stati emotivi da assumere per creare coerenza tra le singole cellule (ti ricordo che siamo una comunità di cellule di circa 50000 miliardi di unità) e tra mente e corpo.

 

Ad ogni emozione che viviamo si producono proteine diverse: semplificando al meglio, per pensieri di felicità ci saranno proteine di una forma e per pensieri d’infelicità di una forma diversa.

 

Una cosa importante da sapere in questo frangente è che il nostro corpo si rigenera completamente e a seconda dell’organo passiamo dalla pelle che si rigenera ogni 30 giorni circa fino all’apparato scheletrico che si rigenera totalmente in circa 8 mesi.

Per rigenerare intendiamo che quando la cellula finisce il suo percorso di vita, ne nasce un'altra del tutto simile alla cellula genitore, ma con l’acquisizione delle informazioni che la cellula precedente ha avuto: le cellule figlie hanno memoria delle cellule genitori.

In breve ogni cellula ha ricettori per ogni tipo di proteina che il cervello invia.

 

Se inviamo nel tempo di un mese il 70% di proteine “infelici”, la cellula successiva avrà un numero di ricettori “infelici”  più alto rispetto agli altri. Poiché corpo e mente cercano coerenza, le cellule si adattano alle informazioni che circolano nel sangue. Addirittura, se iniziamo ad avere improvvisamente pensieri felici, il corpo potrà fare resistenza poichè non è pronto a ricevere queste proteine non avendo abbastanza recettori per riceverle. Quando ci troviamo a dover cambiare atteggiamento alla vita, è necessario dunque un tempo biologico di rigenerazione per far si che le cellule successive cambino il loro numero di ricettori predisposti al nuovo atteggiamento, per questo motivo è fondamentale la volontà.

 

 Un'altra cosa importante è che l’emozione ha durata media di 90 secondi, il resto è interpretazione della mente (identifichiamo la mente come funzione dell’organo cervello). Da questo punto di vista, il corpo fa esperienza della mente: possiamo valutare l’emozione come il pensiero del corpo, considerando che il corpo è una vera e propria mente (che definiamo mente somatica).

Per quel che riguarda invece le sensazioni avviene il contrario. Fisicamente sono considerate una sensazione la vista, il tatto, l’olfatto, ossia tutto ciò che ci fa percepire il mondo esterno. Ma quando parliamo di sensazione, parliamo anche di qualcosa di meno fisico, come le classiche sensazioni “a pelle”.

 

L’epigenetica ci insegna che le cellule sono in grado di ricevere informazioni dall’esterno: se il corpo non è condizionato da un pensiero, le cellule non ricevono informazioni da eseguire e sono in uno stato di rilassamento, quasi di ascolto. In questo particolare stato il corpo stesso (mente somatica) percepisce informazioni dall’esterno.

 

Ti è mai capitato di entrare in una stanza o incontrare una persona mai vista ed avere una particolare sensazione senza un motivo apparente? Questo ne è un chiaro esempio.  A questo punto è la mente che fa esperienza del corpo. Questo è facilmente comprensibile quando si pratica meditazione o il famoso qui e ora. Dunque per sensazione intendiamo un informazione esterna che assorbiamo e trasformiamo in percezione interna. Un’altra cosa interessante è che ogni sensazione è Ri-costruita dentro di noi: ad esempio, l’occhio riceve una serie di informazioni dall’esterno, il cervello le rielabora, le adatta e le ricostruisce. E così per tutte le altre sensazioni fisiche o meno

 

Ma qual è la relazione tra emozione e ambiente?

In breve, il corpo è un antenna che è in grado di inviare informazioni all’esterno attraverso le emozioni e riceverne dall’esterno attraverso le sensazioni. E lo fa fisicamente. Come?

  1. Le emozioni hanno il potere di cambiare la torsione del Dna. A seconda di ciò che proviamo, l’elica del DNA si contrarrà o si rilascerà;

  2. L’esperimento di fisica chiamato effetto del dna fantasma ci ha mostrato che il dna umano è in grado di influenzare i fotoni che ci circondano. I fotoni sono le particelle di luce e vengono considerate il mattone fondamentale della vita:tutta la materia è composta a livello fondamentale da fotoni.

 Dunque le emozioni, attraverso il nostro DNA sono in grado di influenzare letteralmente, energeticamente e pragmaticamente l’ambiente che ci circonda.

Considerata la differenza tra emozioni e sensazioni, può risultare più chiaro a questo punto perché a volte percepiamo delle cose piuttosto che altre senza motivo apparente oppure il perché avvengono certe situazioni piuttosto che altre.

Le emozioni influenzano ambienti ed eventi che ci circondano, le sensazioni ci permettono di percepire. L’intuito stesso, argomento ho approfondito da molto tempo, è risultato delle sensazioni.

 

Di solito utilizziamo la parola sentire per indicare lo stato percettivo. Questo stato dunque può essere veritiero solo quando il corpo non è condizionato da alcun pensiero, dove ogni cellula è in grado di ricevere informazioni dall’esterno per poi farle rielaborare dal cervello con il minor intervento possibile della mente. Per questo motivo è importante coltivare discipline come meditazione, ricerca di se o qualsiasi altro lavoro sull’indagine introspettiva.

 

Questo può essere un ottimo modo per iniziare a capire se ciò che sentiamo è reale o meno: ciò che senti ora è condizionato da un pensiero o una convinzione? Se la risposta è no, hai già una direzione verso cui andare.

 

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