Campi morfici

9/5/2019

 

Il noto biologo Rupert Sheldrake ha approfondito gli studi iniziati da molti biologi degli anni 20 del ventesimo secolo, che studiarono lo sviluppo di piante e animali. Si convinsero che, oltre ai geni, dovevano esserci campi organizzativi all'interno dell'organismo in fase di sviluppo; essi presero il nome di campi morfogenetici. “Questi campi contengono evidentemente progetti o programmi invisibili dei vari organi e dell'organismo intero “Come altri tipi di campi, i campi morfogenetici sono intrinsecamente olistici. Le parti isolate mantengono la capacità di riformare un intero organismo, poiché ciascuna di esse è ancora associata al campo organismo intero”. “Nei sistemi organizzati in base a campi, tutte le parti interagiscono attraverso il campo dell'intero sistema. Intorno e all'interno dei magneti ci sono i campi magnetici, che interagiscono con altri campi magnetici vicini e anche con correnti elettriche. Allo stesso modo, i campi morfogenetici si trovano sia dentro che intorno alle piante e agli animali che organizzano, e ne interconnettono le parti.”

 

I campi morfici di tutte le specie hanno una storia, e contengono memorie implicite date dal processo che Sheldrake chiama “risonanza morfica”.. La risonanza morfica opera attraverso lo spazio e attraverso il tempo, dal passato al presente. Tramite la risonanza morfica, ciascun membro di una specie riceve e al contempo contribuisce alla memoria collettiva della specie”.

 

“I campi morfici sottostanno inoltre alle nostre percezioni, ai pensieri e agli altri processi mentali. I campi morfici delle attività mentali sono denominati campi mentali. Attraverso i campi mentali, la mente estesa si allunga nell'ambiente tramite attenzione e intenzione, e si collega con altri membri dei gruppi sociali. “I campi morfici della percezione, del comportamento e dell'attività mentale sono radicati nell'attività dei cervelli, ma sono di gran lunga più estesi di essi”. Così come “i campi mentali della percezione del comportamento sono intimamente correlati all'attività del cervello, ma si estendono ben al di là, tramite l'attenzione e l'intenzione”.

 

 

 

“Le immagini delle cose intorno a noi si trovano esattamente dove sembrano essere, fuori dal cervello, lo stesso vale per l'immagine del nostro corpo”. Il contrasto fra la teoria cerebrale e la teoria dei campi emerge molto chiaramente nel caso degli arti fantasma. “I fantasmi sono i campi degli arti mancanti. Essi sono esattamente dove sembrano essere”.

 “Le immagini sono dove sembrano essere. Soggetto e oggetto non sono radicalmente separati, con il soggetto dentro la testa e l'oggetto nel mondo esterno. Essi sono interconnessi. Tramite la vista, il mondo esterno viene portato alla mente attraverso gli occhi, e il mondo soggettivo dell'esperienza viene proiettato fuori nel mondo esterno attraverso i campi della percezione dell'intenzione. Le nostre intenzioni si estendono nel mondo intorno a noi, e anche nel futuro. Siamo collegati al nostro ambiente e gli uni agli altri. Allo stesso modo, la nostra mente pervade il corpo, le nostre immagini mentali sono dove facciamo esperienza che esse siano, nel corpo, e non soltanto nella testa”.

 

Nei campi mentali nulla è passato, siamo tutti collegati e risuoniamo in esso.

 

Ciò che è stato interagisce nel presente nonostante sembri che non ve ne sia più memoria! Una rete nella quale siamo tutti connessi, uniti, in essa risuoniamo gli uni con gli altri. Una rete che mantiene ogni memoria sia dei vivi che dei morti, e che risuona con tutti gli appartenenti di quel sistema.

 

Le costellazioni familiari evolute in spirituali (Bert Hellinger) mostrano il fenomeno, la presenza e il funzionamento di un “campo” di memoria, che viene superato dal movimento dello spirito. La grandezza del metodo dimostra come la nostra anima si estenda attraverso il “movimento dello spirito” che ci guida oltre le delimitazioni, oltre il condizionamento familiare, oltre le paure rendendoci vedenti, ossia, diventiamo gli osservatori di noi stessi, le proiezioni cambiano, ogni prospettiva cambia.

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